Domande e risposte
Perché serve un freno all’amministrazione?
Da anni le spese per il personale dell’amministrazione federale crescono senza freni. Il freno all’amministrazione corregge questo sviluppo. Garantisce che in futuro le spese per il personale dell’amministrazione federale centrale possano crescere soltanto di pari passo con i salari della popolazione.
Come funziona concretamente il freno all’amministrazione?
Il freno all’amministrazione collega le spese per il personale dell’amministrazione federale all’evoluzione dei salari della popolazione. Ciò significa che in futuro le spese per il personale dell’amministrazione federale non potranno aumentare, in termini percentuali, più del salario mediano svizzero. La Confederazione potrebbe quindi, per esempio, far crescere i salari dell’amministrazione federale soltanto parallelamente al salario mediano e, allo stesso tempo, fermare la crescita incontrollata dei posti.
Allo stesso modo potrebbe escludere gli stipendi amministrativi eccessivi (circa il 12 % in più rispetto al settore privato) da un aumento salariale annuale conforme alla crescita del salario mediano e utilizzare i mezzi così liberati, nel quadro dei limiti fissati dal freno all’amministrazione, per una crescita mirata dei posti. Resta tuttavia libera di decidere come impiegare le proprie risorse finanziarie. Una cosa è chiara: il freno all’amministrazione pone limiti efficaci alla crescita incontrollata dell’amministrazione.
Il salario mediano è un parametro equo?
Sì. Il salario mediano svizzero è il salario che si colloca esattamente al centro della distribuzione salariale. Ciò significa che il 50 % delle persone in Svizzera guadagna meno e il 50 % guadagna di più di questo valore. La sua evoluzione riflette quella dei salari della popolazione e costituisce un punto di riferimento comprensibile e stabile. In questo modo, la crescita dell’amministrazione si orienta alla realtà della popolazione.
Il freno all’amministrazione è paragonabile al freno all’indebitamento?
Sì. Il freno all’amministrazione funziona secondo lo stesso principio del freno all’indebitamento: regole chiare in condizioni normali ed eccezioni in situazioni straordinarie. Trasferisce questo modello alla crescita dell’amministrazione, governandola senza limitare la capacità d’azione dello Stato.
Il freno all’amministrazione comporta una soppressione di posti?
No. Il freno all’amministrazione non prevede alcuna soppressione di posti. Limita esclusivamente la crescita delle spese per il personale. Poiché queste potranno continuare a crescere anche in futuro, nessun posto esistente è messo a rischio; allo stesso tempo, alla crescita dell’amministrazione vengono imposti chiari limiti finanziari.
Come si impedisce che i compiti statali vengano semplicemente esternalizzati?
Il freno all’amministrazione tiene conto anche dei compiti esternalizzati. Le spese per prestazioni esterne, consulenti od organizzazioni incaricate sono conteggiate nelle spese per il personale. Non è quindi possibile aggirare il freno all’amministrazione facendo ricorso a soluzioni esterne.
Che cosa succede in caso di crisi come pandemie o minacce alla sicurezza?
In situazioni straordinarie, il Parlamento può decidere eccezioni a maggioranza assoluta, analogamente al freno all’indebitamento. Ciò vale in particolare in caso di gravi perturbazioni dell’ordine pubblico o della sicurezza. La capacità d’azione dello Stato resta così garantita in ogni momento. Il freno all’amministrazione è stato volutamente concepito in modo da funzionare anche nelle crisi.
Gli investimenti nella ricerca e nella formazione restano possibili?
Il settore dei Politecnici federali e la Scuola universitaria federale per la formazione professionale sono le uniche unità formative che fanno parte dell’amministrazione federale decentralizzata e rientrano quindi, in linea di principio, nel campo di applicazione dell’iniziativa. Secondo il testo dell’iniziativa, essi sono tuttavia espressamente esclusi dal freno all’amministrazione. Gli investimenti nel futuro in materia di formazione e ricerca restano quindi possibili. Pilastri centrali del modello di successo svizzero restano così protetti in modo mirato.
L’iniziativa mette in pericolo le attuali prestazioni dello Stato?
No. Il freno all’amministrazione concerne unicamente la crescita delle spese per il personale dell’amministrazione federale centrale e decentralizzata. Esso obbliga la politica e l’amministrazione a fissare delle priorità. Nuovi compiti statali restano possibili, ma devono essere organizzati nell’ambito delle risorse finanziarie e di personale disponibili oppure compensati altrove.
Che cosa porta concretamente il freno all’amministrazione?
Se le spese per il personale crescono meno fortemente, nel bilancio federale si crea un ulteriore margine finanziario. Esso può essere utilizzato per investimenti, per la riduzione del debito o per alleggerimenti fiscali e contributivi.
Il freno all’amministrazione porta a meno burocrazia?
Il freno all’amministrazione pone limiti chiari alla crescita dell’amministrazione. Se le risorse di personale non possono essere ampliate senza limiti, viene frenata anche l’estensione di nuove regolamentazioni. Ciò riduce la burocrazia inutile e crea al contempo incentivi a semplificare le regole esistenti e a renderle più efficienti.
Da quando si applicherebbe il freno all’amministrazione?
Il freno all’amministrazione entrerebbe in vigore per la prima volta tre anni dopo la votazione. In questo modo politica e amministrazione avrebbero tempo sufficiente per preparare l’attuazione e orientare il processo di bilancio al freno all’amministrazione.